Dily®'s profileDily®PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
|
Per Voi![]() Come e bello ogni volta ke apro il mio msn spaces di trovare i vostri commenti, vi Ringrazio di cuore … Il mio Cuore anke se pieno di timori è comunque pieno d'amore ed'amicizia... Per tutti vuoi con tanto affetto e rispetto … Baci
FELICITA'![]() Quanto e’ bello sentire la voce di un’amico dopo un lungo tempo. Un’ amico a cui vuoi tanto bene, un’ amico con quale condividi molte cose, un’amico con cui hai passato dei bellissimi momenti che non saranno mai ripetuti. Quanto è bello rimanere sorpreso da un’amico che sa farti ridere! Si dice che l’amicizia oltrepassi certe barriere. Nella mia vita ci sono delle amicizie che non sanno cosa siano la barriera, il limite ecc… Ci sono poche persone che nella vita ti possono dare energia, allegria e felicità, quelle che ti possono allontanare un po’ dai vincoli che esistono.
Serata con le Amiche :-D![]()
Le mie preferiti aforismi![]()
La paura![]() Che cos'è la paura? La paura è un'emozione che appartiene all'uomo, ma anche ad altri animali. È come un campanello d'allarme, una reazione dinanzi ad un pericolo, ma, a differenza degli animali, per l'uomo la paura riveste un valore ambivalente, oscilla tra istinto ed elaborazione culturale e si colloca nel cuore della nostra vita psichica divenendo un determinante fattore di crescita o d'involuzione. Basta osservare le diverse espressioni che utilizziamo per parlare della paura: paura di crescere, paura di amare, paura del futuro, paura del nulla, paura del prossimo, paura di noi stessi. Allora che ruolo gioca la paura nella sfera psichica individuale. Attraverso quali dinamiche psichiche l'individuo affronta, controlla, rielabora o subisce la paura? Quando e secondo quali modalità essa sconfina nella patologia? Come possiamo imparare a non avere paura della paura? La paura e' un tema centrale con cui tutti abbiamo a che fare nella vita. Quando e' negata e non e' riconosciuta, viene cacciata negli scantinati della nostra mente, da dove esercita un effetto potente e spesso deviante sulla nostra vita. Nonostante i nostri tentativi di coprirla con ogni sorta di compensazioni e assuefazioni, finche' rimane una forza nascosta puo' causare ansia cronica, sabotare la nostra creativita', renderci rigidi, sospettosi e ossessionati dalla sicurezza, e puo' annullare i nostri sforzi di trovare l'amore. Ma se facciamo amicizia con la paura, portandola allo scoperto e esplorandola con intensita' e compassione, puo' diventare una forza di trasformazione - aprendo in noi un abisso di vulnerabilita' e auto-accettazione.
Quando la paura non e' riconosciuta ne' affrontata, puo' causare litigi e persino separazioni, puo' mutilare la creativita' e distruggere l'autostima. Quando non ''Paura significa una cosa soltanto, abbandonare il conosciuto ed entrare nello sconosciuto. Il coraggio e' l'esatto opposto della paura. Passione![]() Passione: il sentire dell'animo nella sua massima estensione, il sentimento più completo e più complesso, l'energia dirompente che sviluppa in chi la prova - qualità sconosciute a lui stesso. Ma non tutti la incontrano nella loro vita: ci sono persone che nemmeno immaginano che cosa sia la passione e vivranno per sempre senza saperlo... ".
"La passione è il tendere verso un obiettivo che si desidera intensamente, che sia una persona — in amore — o invece una cosa. E’una spinta che ti da una forza enorme, inaspettata, e allora si parte, come per la guerra, alla conquista: della persona amata, o della cima dell'Himalaya, o della grande scoperta medica che salverà l'umanità... Se c'è la passione, insomma, si investe tutto se stesso e si crede con tutta l'anima di potercela fare, di saper arrivare alla meta. Se non fosse così, chi è il folle che si imbarcherebbe ad esempio in una ricerca scientifica che sembrava assurda agli occhi di tutti e che durerà anni? O chi inizierebbe a scalare la vetta più alta del mondo? Lo stesso avviene nella passione per la persona amata".
"Quando una relazione che si credeva solida finisce, si dice "non era amore, era solo passione". Errore: non era passione! Quanti matrimoni naufragano perché erano nati da un'attrazione solo fisica? La passione no. E’ desiderio di integrazione. E dura anche per sempre, purché la fusione sia voluta da entrambi: allora è una scalata di tutta una vita, durante la quale però è necessario creare dei "rifugi" di rifornimento. Certo, con gli anni cambia: non è più la conquista dell'altro ma del benessere in quel "rifugio". In alcuni momenti si arriva a "essere l'altro". E se anche il coniuge sa farlo, è l'estasi".
Ma quante se ne trovano di passioni così? "E un sentimento raro: incontrarsi in questo modo è come trovare l'unica chiave mondo per quella toppa. Ce n'è una sola: se la lasci andare quando la ritrovi più?". Come migliorare i nostri rapporti con gli altri![]() I rapporti importanti della nostra vita sono per noi fonte di gioia e dolore. Costituiscono fonte di gioia e risorse insostituibili in quanto ci permettono di esprimere le nostre emozioni, di avere e fornire sostegno e comprensione, di provare il piacere della collaborazione, dello scambio di idee, di crescere. Ma spesso questi stessi rapporti (siano essi di amicizia, di parentela, di lavoro) diventano per noi fonte di tormento e sofferenza continua: ci sentiamo incompresi, feriti, finiamo per provare rabbia e risentimento nei confronti di persone per cui in passato abbiamo provato sentimenti positivi. Cosa possiamo fare per evitare che ciò accada o per migliorare le cose? Dobbiamo, innanzitutto, imparare ad accedere ad una forma di ragionamento di ordine superiore. E’ quella che usiamo quando ci accorgiamo di aver commesso un errore e lo correggiamo. Può accadere che il nostro pensiero sia offuscato da significati simbolici distorti, da ragionamenti illogici e interpretazioni sbagliate; in questo caso è fondamentale riuscire a “pensare sui nostri pensieri" , per ritrovare chiarezza e comportarci nel modo migliore per noi stessi e per gli altri. Di solito, però, succede che proprio nelle relazioni importanti per noi, quelle in cui ci sentiamo coinvolti emotivamente, abbiamo difficoltà ad avvertire con chiarezza i nostri pensieri, commettiamo continuamente errori sia nel giudicare che nel comunicare, non riusciamo ad accorgerci di tali errori e, di conseguenza, non riusciamo a porvi rimedio. A lungo andare, le interpretazioni sbagliate, l’incomunicabilità, la rabbia e il risentimento che ne derivano, trasformano l’altro in un avversario da combattere, anziché il compagno, collaboratore, amico, che avevamo conosciuto. Ciò si verifica perché la nostra mente in risposta ad una delusione, per una sorta di meccanismo di auto-protezione, tende ad interpretare erroneamente il comportamento di chi ci ha deluso o ad esagerare il suo significato, a spiegarlo in senso malevolo e a proiettare su di lui immagini negative. Agiamo allora proprio in base a questi errori di interpretazione e muoviamo all’attacco proprio dell’immagine negativa che noi stessi abbiamo costruito. Ovviamente, mentre ciò accade, difficilmente riusciamo a renderci conto che il nostro giudizio negativo potrebbe essere sbagliato e che potremmo stare attaccando un’immagine distorta. Divenire consapevoli di alcuni principi cognitivi può aiutarci a riflettere sulla “giustificatezza" dei nostri giudizi e dei nostri comportamenti, e quindi migliorare i nostri rapporti con gli altri. Ecco quali sono i principi cognitivi da tenere a mente: - Anche se a volte ci sembrano ‘così evidenti’, in realtà non possiamo mai conoscere lo stato d’animo, i pensieri, i sentimenti degli altri. In altre parole, nessuno di noi è in grado di leggere nel pensiero. - I segnali su cui ci basiamo per farci un’idea dei desideri e sentimenti degli altri (parole, tono di voce, espressioni del volto, azioni) sono spesso ambigui. Posti di fronte al medesimo comportamento, due diversi osservatori potrebbero dare un significato addirittura opposto. - Questi segnali vengono decifrati da un nostro sistema di decodifica, il quale non è infallibile. Esso si basa su un insieme di credenze, ipotesi, preconcetti e formule (del tipo se… allora vuol dire che…), legati alla nostra esperienza quotidiana e alla nostra storia personale. Possiamo operare delle “distorsioni cognitive". Le più comuni di tali distorsioni sono: Visione tunnel e astrazione selettiva. Ci può capitare di vedere solo ciò che collima con il nostro atteggiamento o stato mentale. Ad esempio possiamo basare la nostra interpretazione di un comportamento su un unico elemento che ci ha colpito, astrarlo selettivamente dal contesto, e trascurare o ignorare tutti gli altri dati che non confermerebbero la nostra interpretazione. Inferenza arbitraria. Possiamo essere talmente prevenuti nei confronti di un’altra persona da attribuirle intenzioni malevole senza che ce ne sia motivo. Ad es. possiamo pensare che se un collega un giorno arriva in ritardo è perché vuole che svolgiamo anche la sua parte di lavoro; il collega invece ha forato e ha perso del tempo per questo incidente non previsto. Ipergeneralizzazione. Da un comportamento singolo, o da pochi episodi, possiamo trarre delle conclusioni rispetto al comportamento tipico della persona che ci è di fronte. I termini che usiamo di solito quando operiamo delle ipergeneralizzazioni sono: “mai, sempre, tutto, ogni, nessuno". Pensiero polarizzato. Possiamo percepire solo due alternative estreme: se una persona non è buona deve essere per forza cattiva; se non mi ama allora mi odia; o mi sottometto completamente al mio capo o dovrò lasciare il lavoro; se dico di sì non potrò più dire di no, etc. Esagerazione. Possiamo attribuire un’importanza esagerata alle caratteristiche dell’altra persona, buone o cattive che siano. Catastrofizzazione. Possiamo prevedere conseguenze catastrofiche per determinati eventi (ad es. se il mio capo non troverà buono questo lavoro, mi licenzierà). Etichette negative. In seguito alle inferenze arbitrarie, possiamo attribuire all’altro un ‘etichetta’ critica (è un bullo, è cattivo, è egocentrico) e reagire a queste etichette come se fossero qualcosa di reale, giustificando in questo modo la stessa etichettatura. Personalizzazione. Possiamo pensare che le azioni degli altri siano, in genere, dirette contro di noi (es., se mio marito ritarda, è per farmi un dispetto). Lettura del pensiero e chiaroveggenza. Riteniamo di poter comprendere quali siano i pensieri e le motivazioni latenti ai comportamenti degli altri e nello stesso tempo crediamo che gli altri debbano essere in grado di ‘leggere’ le motivazioni nascoste dietro i nostri gesti e le nostre parole - Il nostro stato d’animo del momento influisce sul nostro sistema di decodifica. - Il grado di certezza che sperimentiamo rispetto alle motivazioni e atteggiamenti altrui non è affatto in relazione con l’esattezza delle nostre opinioni Cosa fare, una volta divenuti consapevoli di questi principi? · Quando siamo delusi, frustrati, arrabbiati, prima di attaccare il nostro partner, amico, collega di lavoro, chiediamoci se l’incomprensione che ci ha portato a questo stato d’animo possa essere dovuta a comunicazioni sbagliate o ad interpretazioni prevenute del comportamento dell’altro. Per limitare al massimo le incomprensioni, siamo diretti. Spesso riteniamo che l’altro debba comprendere (e sia in grado di farlo) ciò che vogliamo comunicare anche se noi ci giriamo intorno e affrontiamo l’argomento che ci sta a cuore in modo vago e indiretto. Ciò potrebbe verificarsi oppure no, anche se ci conosciamo bene. La nostra pretesa di essere compresi comunque può spianare la strada a malintesi e rancori. Se è il nostro interlocutore ad essere indiretto e ci rendiamo conto di non essere capaci di capire il suo messaggio, non esitiamo a fare domande che ci permettano di chiarire il suo pensiero (“mi potresti spiegare….", “c’è qualche difficoltà che….") · Ricordiamoci che l’incomprensione è un processo attivo: se io ho un’immagine distorta dell’altra persona, interpreto quanto essa fa o dice in maniera errata, attribuendogli cattive intenzioni. Ovviamente non tutte le persone con cui veniamo a contatto sono benintenzionate nei nostri confronti. Ma se si tratta di persone a cui teniamo (il coniuge, un collega di lavoro con cui ci siamo sempre trovati bene, un amico), vale la pena di “controllare" le nostre interpretazioni e preoccuparci della chiarezza delle nostre comunicazioni, prima di agire di conseguenza e innescare pericolosi circoli viziosi. Se riusciamo a sintonizzarci sulle riflessioni che facciamo automaticamente (sul nostro monologo interiore), possiamo capire in che modo interpretiamo le azioni di chi ci è vicino e reagiamo ad Una volta resici conto di ciòpossiamo correggere le interpretazioni che scopriamo erronee. I pensieri automatici possono assumere la forma di parole o immagini o entrambi. Di solito si può individuare un pensiero automatico con la tecnica dello ‘spazio vuoto’: si prende nota della nostra reazione ad una frase o comportamento dell’altro e si riflette a posteriori su quanto ci è passato per la mente nell’intervallo compreso fra l’evento innescante e la nostra reazione. All’inizio non sarà semplice ricostruire quanto è accaduto, ma con il dovuto allenamento diventeremo sempre più bravi e veloci nell’individuare i nostri pensieri nascosti. Una volta individuati i pensieri automatici proviamo a stabilirne la validità. Per fare ciò possiamo porci una serie di domande e trovare per ognuna di esse delle risposte razionali, cioè delle possibili alternative ai pensieri automatici : - Che prove ci sono a favore della mia interpretazione? - Che prove ci sono contro la mia interpretazione? - Dalle azioni del mio partner (amico, collega) consegue logicamente che i motivi che attribuisco al suo modo di comportarsi sono fondati? - C’è una spiegazione alternativa per il suo modo di agire? · Concentriamoci sui problemi reali. Spesso mettiamo al primo posto la colpa e il biasimo. Ciò non fa altro che aumentare il rancore e la rabbia, distogliendoci da quello che è l’obiettivo principale: risolvere il problema, l’incomprensione che ci fa soffrire e non ci permette di ottenere dall’altro ciò che desideriamo · Spesso le azioni della persona cara che attribuiamo a qualche tratto malevolo (egoismo, odio, bisogno di tenerci sotto controllo) possono essere spiegate più correttamente se consideriamo le sue motivazioni benevole (benché mal dirette), quali l’autoprotezione o tentativi di non essere abbandonato Le relazioni soddisfacenti non nascono dal nulla, occorre impegnarsi, essere attenti alle esigenze dell’altro, solleciti, leali, responsabili, anche generosi. Bisogna saper cooperare, scendere a compromessi, avere una certa duttilità, una buona disposizione ad accettare e perdonare, a tollerare errori, difetti, bizzarrie. Queste sono virtù che vanno coltivate, con sforzo e consapevolezza. Assumiamoci la piena responsabilità del miglioramento dei nostri rapporti importanti. Spesso i nostri cambiamenti possono cambiare in misura notevole anche le persone che ci sono vicine Addio TomasoCIAO PICCOLO ANGELO...
RESTERAI PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI...
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Dall'amicizia può nascere il vero amore?Molte persone si pongono questa domanda e naturalmente ci sono opinioni completamente discordanti: c'è chi sostiene che può accadere, c'è chi sostiene di no e c'è chi non sa che cosa rispondere.
Io personalmente ritengo che da una bella amicizia possa nascere un grande amore. Quando conosci intimamente e profondamente una persona sai che tipo è e quale personalità ha. Puoi essere sicuro che qualunque cosa gli confiderai egli non tradirà mai la tua fiducia, raccontando ad altri ciò che gli hai detto. Inoltre questa persona non vorrà mai apparire ciò che non è solo per riuscire a conquistarti, ma anzi si comporterà in maniera naturale. Conoscendola bene potrai apprezzare sia le sue qualità ma anche i suoi difetti sapendo che se non li avesse non sarebbe più quella persona a cui vuoi molto bene. Riuscirai a capire perché si comporta in certo modo e apprezzerai anche quei piccoli gesti che potrebbero sembrare insignificanti. Saprà sempre consigliarti per il tuo bene, non cercherà di metterti a disagio con gli altri, criticandoti, parlando solo dei tuoi difetti, di quello che potresti fare ma che non fai e di quello che fa di cattivo solo perché è gelosa o ha paura di perdere la tua amicizia. Anzi ti loderà, dimostrerà che persona speciale sei e che è orgogliosa di avere accanto a lei una persona come te. Sicuramente anche tu lo conoscerai molto bene quindi anche tu riuscirai ad apprezzare sia i suoi pregi che i suoi difetto. Non avrà paura di confidarti ciò che prova e ciò che ha fatto perché saprà che tu gli darai sempre la tua approvazione e il tuo sostegno. Mentre ritengo che se ti innamori di una persona senza conoscerla, potrai essere attratto solo dal suo aspetto fisico e non dal carattere o delle sue qualità" ![]() GUESTBOOKLascia un segno del tuo passaggio
Grazie
;-)
![]() Dily® |
|
|||||
|
|